Creare senso

C’è stato un tempo in cui creare era la parte difficile, oggi non lo è più, oggi il difficile è capire cosa vale la pena tenere. Contenuti, immagini, parole, dati: tutto è disponibile, tutto è producibile. Il problema non è la mancanza di materiale, ma l’eccesso. Mi capita spesso di fermarmi davanti a un progetto e chiedermi se quello che stiamo aggiungendo sta costruendo qualcosa, o se sta solo occupando spazio. Non è una domanda comoda. Ma è necessaria.

Sempre più il lavoro creativo mi sembra meno legato all’invenzione e più alla scelta.
Scegliere cosa dire.
Scegliere cosa lasciare fuori.
Scegliere cosa tenere fermo nel tempo, anche quando tutto intorno cambia.

È un lavoro silenzioso, non produce subito risultati visibili ma struttura. In un contesto che spinge a riempire ogni vuoto, lasciare spazio è quasi un atto di resistenza. Spazio per chi guarda, spazio per il pensiero, spazio per il senso. Non credo a strategie valide per tutti, credo però che, oggi, il lavoro creativo abbia una responsabilità in più: non aumentare il rumore, ma aiutare a orientarsi.

E questo, spesso, significa togliere prima ancora che aggiungere.

Spazio interno in penombra con luce in fondo, attesa e riflessione
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